Articolo su “Il Foglietto” sul ripristino degli scatti stipendiali

Gentile Dott. Tomei, Sul Foglietto della Ricerca di n. 28 è riportato un articolo a sua firma dal titolo: “Scatti stipendiali ai docenti universitari: il governo rimuove il blocco”. In esso si annuncia lo sblocco degli scatti stipendiali per i docenti universitari che dovrebbe essere previsto dalla prossima legge di stabilità. Abbiamo apprezzato come nel suo articolo lei abbia sottolineato il fatto che tale blocco, inizialmente previsto da tutti i dipendenti pubblici, fosse rimasto in vigore solo per i docenti universitari creando così una evidente disparità di trattamento.

Le dobbiamo tuttavia far notare che la conclusione dell’articolo, in cui dice che “Lo sblocco non dovrebbe riguardare gli arretrati, ma nessuno credeva il contrario. E’ andata così anche negli enti di ricerca … del resto, il principio di uguaglianza non lo consentirebbe.” non è propriamente esatta. In realtà le cose non stanno così, e questo è il vero problema, perché mentre per tutti gli altri dipendenti pubblici e per i ricercatori EPR, il blocco è stato economico (e si è risolto ormai dal 1/1/2015), per gli universitari è stato anche giuridico. Questo significa che i ricercatori EPR, negli anni di blocco, hanno continuato a maturare gli scatti giuridici e al primo gennaio 2015 hanno visto il loro stipendio adeguato al nuovo livello giuridico nel frattempo raggiunto. Gli universitari invece hanno visto bloccati sia gli scatti giuridici che l’anzianità che è rimasta ferma anche essa al 2010. Questo significa che, per gli universitari, lo sblocco degli scatti dal primo gennaio 2016 non porterà ad alcun aumento di stipendio se non legato al ripristino della dinamica degli scatti (che è anche stata in parte modificata). In aggiunta rimane il buco determinato dalla cancellazione di 5 anni di anzianità di servizio con conseguenze ancora tutte da scoprire ai fini di carriera e pensionistici. In tutto questo poi ci sono gli Astronomi dell’INAF (equiparati dal punto di vista giuridico ed economico agli universitari) che sono stati ulteriormente penalizzati non avendo potuto usufruire (per il disinteresse dell’Ente) degli scatti di merito previsti dalla legge Gelmini per gli universitari come provvedimento di compensazione per il blocco degli scatti giuridici ed economici. Alla luce di ciò ci auguriamo che possa condividere con noi che il “principio di uguaglianza” da lei invocato, sarebbe realmente soddisfatto se le richieste degli universitari, che non chiedono gli arretrati economici per il periodo 2011-2014 ma il riconoscimento degli scatti giuridici per il 2011-2014 e lo sblocco economico dal 1 gennaio 2015, fossero accolte. Un cordiale saluto.

Angelo Antonelli

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