Dualità della componente ricerca in INAF

Al Presidente INAF

ai membri del CdA al Direttore Generale

Caro Presidente, cari colleghi del CdA INAF e caro DG,

notiamo con piacere che, dopo un periodo di stasi, sono ripresi gli incontri sindacali per discutere delle problematiche e delle necessità dei dipendenti dell’INAF. Non possiamo però non evidenziare che in nessuno di questi incontri si sia considerato il fatto che la componente ricerca dell’INAF e` composta sia di ricercatori EPR che di Astronomi. Ciò va espressamente contro i principi e i criteri direttivi della Carta Europea dei Ricercatori, che dovrebbe trovare piena attuazione nel progetto di riordino degli Enti di Ricerca e che al punto 9) del preambolo prescrive che “Gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di offrire ai ricercatori dei sistemi di sviluppo di carriera sostenibili in tutte le fasi della carriera, indipendentemente dalla loro situazione contrattuale e dal percorso professionale scelto nella R&S …”

Si parla per esempio di un “protocollo di intesa per la definizione criteri generali per l’integrazione dei fondi per il trattamento economico accessorio del Personale INAF con le risorse provenienti dall’applicazione dell’art. 19 del CCNL 2002/2005(committenze esterne). Viene pertanto previsto che una percentuale non inferiore al 70% delle quote residue degli Overhead sia destinata a finanziare, oltre il trattamento accessorio anche le indennità previste per i ricercatori e tecnologi (art. 10 ccnl 7/4/2016), l’incentivazione del personale direttamente o indirettamente coinvolto nei progetti o nelle attività per c/terzi, ed alla costituzione di un fondo di emergenza finalizzato al provvisorio mantenimento in servizio del personale con contratto a tempo determinato”. E’ evidente che tale norma creerà delle differenze tra i ricercatori EPR e gli Astronomi che pur lavorando agli stessi progetti con ruoli analoghi vedranno applicato un diverso trattamento.

Nel riconoscimento dei servizi prestati a tempo determinato presso l’INAF, riconoscimento sancito nel vigente regolamento del personale (art.4, comma 5) e ribadito nei recenti accordi con i sindacati del 24/02/2016, auspichiamo che esso sia attuato sia per il personale contrattualizzato, sia per gli astronomi, diversamente da quanto evidenziato da alcune sigle sindacali secondo le quali l’INAF avrebbe affermato che tale problematica non sussite per il personale Astronomo essendo diversamente regolamentato. La decisone di INAF di riconoscere i servizi prestati a tempo determinato evitando nuovi ricorsi è un fatto positivo, che ci auguriamo possa attuarsi in tempi brevi, come prospettato negli accordi con i sindacati del 24/02/2016 e senza operare alcuna sperequazione tra ricercatori, tecnologi e astronomi.

In modo analogo, si discute, di una possibile applicazione dell’istituto degli Anticipi di Fascia che riteniamo effettivamente importante considerata la forte penalizzazione che hanno subito i dipendenti pubblici a causa del blocco economico dello stipendio per 4 anni disposto dalle varie leggi di stabilità. D’altra parte riteniamo che debba essere presa in seria considerazione anche la situazione degli Astronomi che hanno subito sia il blocco economico che il blocco degli scatti per ben 5 anni e che non hanno potuto usufruire dell’incentivo una tantum di cui all’articolo 29, comma 19, della legge 240/2010, secondo criteri di merito accademico e scientifico, di cui hanno beneficiato i professori e ricercatori universitari a tempo indeterminato che hanno maturato la progressione biennale dello stipendio per classi e scatti negli anni 2011-2012-2013.

La quasi totalità degli Astronomi ha deciso, per non penalizzare l’Ente e la propria stessa ricerca, di partecipare alla VQR e di non aderire alla giusta protesta portata avanti da numerosi docenti universitari per il riconoscimento degli scatti di livello e dello sblocco economico anche per l’anno 2015, avvenuto per tutti gli altri dipendenti pubblici. Dall’anagrafica INAF risulta infatti che il numero di astronomi INAF è di 206 su un totale di 568 ricercatori nei vari livelli, pari a circa il 36% e l’effetto di un’adesione alla protesta avrebbe avuto un impatto decisamente negativo sulla valutazione dell’INAF. Con lo stesso spirito di collaborazione, ci auguriamo che la dirigenza si faccia parte attiva, anche in contatto con la CRUI, presso il ministero e gli organi competenti affinché questa particolare e così penalizzante situazione possa trovare una soluzione.

Chiediamo quinfi che negli atti interni si attuino tutte le soluzioni possibili affinché nessuna delle due componenti ricerca risulti penalizzata e offriamo la nostra disponibilità, diversa e complementare a quella dei sindacati, a collaborare attivamente in tal senso.

Vorremmo, infine, anche far presente che è previsto entro agosto un decreto legislativo di Riordino degli Enti di Ricerca con l’istituzione dei ruoli unici dei ricercatori e tecnologi con regime identico a quello del personale di diritto pubblico (art. 3 del decreto legislativo n. 165/2001). Chiediamo quindi che si vigili affinché la particolare natura del nostro Istituto con la presenza anche degli astronomi venga opportunamente segnalata e crediamo che questa rappresenti un’opportunità per uniformare in modo definitivo il trattamento di tutta la componente ricerca dell’INAF.

Cordiali saluti

Presidenza A.R.I.A.A.
Associazione Ricercatori Italiani in Astronomia e Astrofisica http://www.ariaa.org/

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