Lettera alla Dirigenza INAF per lo sblocco degli scatti degli Astronomi

Al Presidente INAF

Al Consiglio di Amminstrazione INAF

Al Direttore Generale INAF

Al Direttore Scientifico INAF

 

Caro Presidente, cari colleghi del CdA, caro Direttore Generale e caro Direttore Scientifico,

Sarete sicuramente già a conoscenza che In fase di discussione della Legge di Stabilità 2017, la deputata Manuela Ghizzoni (PD) ha presentato il seguente emendamento  (attualmente approvato in commissione alla Camera) che permette ai ricercatori e professori universitari di recuperare almeno in parte la penalizzazione subita:

“11-bis. Ai professori e ai ricercatori universitari in servizio alla data del 1o gennaio 2017 sono riconosciuti, per intero ai fini giuridici e per il 50 per cento ai fini economici» le classi e gli scatti di carriera maturati nel quinquennio 2011-2015 ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 2011, n. 232, ma non goduti in applicazione dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Ai professori e ai ricercatori universitari che hanno preso servizio successivamente alla data del 1 o gennaio 2011 le classi e gli scatti sono riconosciuti per intero sia ai fini giuridici che economici. Al fine di sostenere i bilanci delle università per i pagamenti di questi emolumenti e degli incrementi stipendiali correnti del personale docente stabiliti dalla legge, a decorrere dal 2017 il fondo di finanziamento ordinario delle università statali di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 100 milioni di euro e il contributo alle università non statali di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243» è incrementato di 10 milioni di euro.”

Formalmente questo emendamento si riferisce esclusivamente ai professori e ricercatori universitari e non ai ricercatori degli Enti di Ricerca con pari stato giuridico. Inoltre prevede espressamente lo stanziamento di un fondo destinato alle sole università per poter far fronte ai conseguenti incrementi stipendiali, escludendo ancora una volta gli Astronomi dell’INAF che, già in passato per ragioni analoghe, non hanno potuto usufruire neanche dell’ “una tantum” su criteri di merito previsti per gli universitari dal comma 19 dell’art. 29 della legge 240/210.

Gli Astronomi dell’INAF sono infatti equiparati ai docenti universitari dal punto di vista giuridico ed economico fin dal decreto di riordino degli Osservatori Astronomici, Astrofisici e  Vesuviano D.L 163/1982 (con successiva conferma dell’equiparazione nel D.L. 168/1989) e hanno subito il blocco degli scatti per il personale non contrattualizzato in regime di diritto pubblico previsto inizialmente per il triennio 2011-2014 (sancito dal Decreto Legge n. 78 del 2010) e successivamente prorogato dalle varie leggi di stabilità fino a coprire l’intero quinquennio 2011-2015.

Vi chiediamo di potervi adoperare in modo ufficiale presso le Istituzioni affinché tale emendamento venga corretto immediatamente. Qualora nella legge di stabilità venisse confermata l’assenza di ogni riferimento diretto agli Astronomi, inclusa la specifica indicazione della copertura economica, il rischio concreto che vediamo è che, per recuperare una tale macroscopica ingiustizia a legge già approvata, si chieda poi all’INAF risolvere il problema con un aggravio al bilancio dell’Ente aggiungendo così la beffa al danno.

Gli Astronomi dell’INAF sono sicuri che l’Ente li saprà tutelare al meglio in questa situazione e contano totalmente su tale tutela. L’A.R.I.A.A. dal suo canto si sta adoperando per portare tale istanza all’attenzione di Senatori e Parlamentari.

RingraziandoVi per la vostra attenzione vi porgiamo i nostri distinti saluti.

Presidenza A.R.I.A.A.

 

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